06 Novembre 2009

..prima che ricominci a piovere.

Mi piace girovagare per i corridoi deserti della mia facoltà dopo le 16. Regna un silenzio assoluto e si scoprono sempre cose nuove.
Mi piacciono i miei passi, sul pavimento lucido di marmo. Mi piace quest'enorme antico e lussuoso palazzo dai soffitti alti e con lampadari dalla luce fioca.
Non c'è nessuno. Proprio nessuno. Sono solo io, studentessa del terzo anno, che più gli anni passano e più mi convinco che quest'abitudine di passeggiare a quell'ora in facoltà non la perderò mai. Io nel mio giaccone nero lungo di lana, pashmina e borsa a tracolla e in mano un quaderno.
Dopo una mattinata intera di caos, di gente che passa, si saluta, esce di corsa sbocconcellando qualcosa, entra in un'aula o cerca il bagno, eccomi qui. Silenzio.
Ogni tanto passa qualcuno.
Un professore. Un ragazzo impegnato. Li scruto. Noto i minimi particolari.
Come i cestini.
Ci pensate mai, voi, ai cestini? Secondo me quel cestino all'angolo sinistro del corridoio che porta al giardinetto è stanco. Si, il cestino è stanco. Pieno zeppo com'è di rifiuti: buccia di banana, tanti fazzoletti usati, chewing gum, pezzi di carta e penne biro blu. Secondo me a quell'ora i cestini sono stanchi. Stanchi del loro ruolo di gestori dei nostri rifiuti. Stanchi di doverlo gestire, il nostro sporco. E non vedono l'ora che arrivi LADONNADELLEPULIZIE.
Sorrido. Io la conosco di vista, ladonnadellepulizie. Mi piace anche lei.
E finchè questo pensiero affiora alla mia mente sento un rumore. Uno strascichio di passi. Spio dall'angolo sinistro del corridoio e la vedo. Eccola. Sta arrivando ladonnadellepulizie.
Sorrido di nuovo. è una donna alta alta. Un'africana coi capelli corti e i piedi ben piantati a terra. Assume un'aria davvero autoritaria stretta in quel camice azzurrinoverde. è una donna dura. Forte. Mi passa accanto, mi sfiora e respiro il suo odore. é uno strano odore: odore d'Africa e candeggina.
Di libertà data in pasto ai mocio vileda.
Lei non lo ricorda ma una volta aveva rimproverato proprio me, che entravo nel bagno quando lei l'aveva appena pulito e c'era il pavimento bagnato. Era il mio primo anno e ladonnadellepulizie mi aveva turbata particolarmente.
La seguo cauta (si, ho ancora un pò di timore di questa donna). è davanti alla porta dei bagni. Ed è proprio su quella porta che vi aveva appeso un foglio, rimproverando la scarsa igiene e l'assoluta maleducazione di noi studentesse. E si firmò così: ladonnadellepulizie.
Eccola lì, dunque. Fa un sospirone e si china. Prende in mano il secchio con la mano destra e con la sinistra il mocio. Da un calcione alla porta ed ecco che ladonnadellepulizie scompare.
Che ridere.. mi sento un pò una piccola Amélie. Adoro osservare i particolari più piccoli senza esser notata.

Dò un'cchiata fuori, attraverso i ifnestroni che danno sul giardinetto: "ha smesso di piovere. Tanto meglio, forse è il caso che io vada a studiare."
E lascio dietro di me i portoni della facoltà. Corro verso casa.
..prima che ricominci a piovere.

 
05 Novembre 2009

5 novembre

Remember remember the fifth of November
Gunpowder, treason and plot.
I see no reason why gunpowder, treason
Should ever be forgot...

 
02 Novembre 2009

buonanotte

mi ritrovo stanca.
E non so bene di che cosa.
Vorrei sussurrarti qualcosa all'orecchio, mentre stai di là, in mezzo agli altri. Mentre parli di matematica e fisica. Mentre guardi e sorridi a tutti, meno che a me.
Cazzo se sono patetica.
E' che sono stanca.
sono appena le 21.45
Forse è già tempo d'andare a dormire.

Buonanotte a te.

Se non capisci, magari capirai.

 
25 Ottobre 2009

Viola di mare a te che te ne vai

mi sono scrollata di dosso tutte voi.
Non ho pensato a voi.
Non ho pensato a NIENTE!

E ne sono felice!
Almeno per ora..




(post incomprensibile a tutti/e ma a me serve per ricordarmelo nei momenti più bui)

l'aeroplano. (cosa resta di noi..?) [fuga]

Che cosa resta di noi che scopiamo nel parcheggio.
Cosa resta di noi: un rottame di Volksvagen. Il ricordo, si sa, trasfigura la realtà. La verità se ne sta sulle stelle più lontane. Ci rimane...una città. Un lavoro sempre uguale. Una canzone che fa sottofondo all'Indecifrabile.
Cosa rimane di noi. Ragazzini e ragazzine. La domenica dentro le chiese ad ascoltare
la parola di Dio. Il futuro era una nave
tutta d'oro
che noi pregavamo ci portasse via lontano. Cosa rimane di noi. Ora che ci siamo amati ed odiati e traditi. E non c'è più limite.

Sfreccia in cielo un aeroplano.
Io ti amo e non ti penso mai.
Penso a quello che ci resta.
Vola l'aeroplano.
Va lontano. Vola su Baghdad.
Noi voliamo invano.

Che cosa resta degli anni passati ad adorarti. Cosa resta di me, delle bocche che ho baciato in discoteca. Che cosa ne è della nostra relazione.
Stupidi noi che piangiamo disperati.
Che cosa resta dei sogni che avevamo nella testa.
La nostra esperienza a che cosa servirà.

Sfreccia in cielo un aeroplano.
Io ti amo e non ti penso mai.
Penso a quello che ci resta.
Vola l'aeroplano.
Va lontano.
Vola su Baghdad. Noi voliamo invano.







ho sentito questa canzone ieri, dopo pranzo. E l'ho riascoltata.
Ancora.
E ancora.
E mi sto ancora domandando che cos'è restato di noi. Davvero.
E' passato un anno e mezzo. è tantissimo. E chissà a che cosa pensi tu..
Chissà cos'è restato.

Inutile ripetere nuovamente che eravamo proprio piccini. Inutile.
L'ho già fatto un milione di volte.

Però mi piace ancora l'immagine di noi due. Bambini. Insieme.
Se ci ripenso sorrido.
Si giocava a fare i grandi.

"Stupidi noi, che piangiamo disperati."


E poi magari quell'aeroplano lo prendo per davvero. Fuggo in Medioriente.
Forse proprio a Baghdad.
Forse.

 
20 Ottobre 2009

ottobre 2009 sunto di non so che

penso che alle volte uno ce la mette tutta per cambiare. Ce la mette tutta per superare i momenti no. Ce la mette tutta per stare bene. Però si cade.
Capita, è la vita.
Si cade, dicevo.
Si cade perchè la situazione in cui viviamo inizia a starci stretta. O perchè non vediamo una fine alle varie sventure in quest'autunno appena iniziato.
Non vedo una fine ai problemi.
Questo è il punto.
E per giunta sono tendenzialmente pessimista. E vedo catastrofi e casini anche dove splende il sole.

è un bel problema.

 
12 Ottobre 2009

A te che te ne vai.. [sogno]

Sogno che ti prendo
come neve a ciuffi
soffio sui baci allontanati
sui baci tuoi versati
sogno la mia carne trasformarsi in puro spirito
mi accorgo che sei sveglio
mi scord
o che ti afferro

ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
ci sarà qualcosa che mi può stordire
ci sarà qualcosa, anche una cura,un sogno per morire


a te che te ne vai
dono la mia dolcezza,estrema verità,eterna mia incertezza
a te che te ne vai

sogno che sprofondo in questo viaggio mio mentale
e tutto è nella notte, notte tutta uguale
sogno che sei un urlo di bambino intrappolato
il gioco è cominciato e già è finito il gioco
sogno che divento il tuo piccolo gigante
sul prato sei un diamante,nel prato a piedi nudi
sogno che entra il mare in questo bosco di frattaglie
ed io conosco i funghi e tu raccogli i fondi

ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
ci sarà qualcosa persa per la strada
ci sarà qualcosa che ritorna e che ti fa partire ora

a te che te ne vai
e diventi un'ossessione
non cederò la notte,perduta mia illusione
a te che te ne vai
e diventi un'invasione
non cederò la notte,eterna mia ossessione

e diventi un'invasione
ti aspetterò la notte,eterna mia ossessione.










It would be a goodbye, imperfect lier.

 
22 Settembre 2009

col fiato sospeso.

col fiato sospeso.
Come quando fai un tuffo e riemergi. E prendi aria. Apri i polmoni. Apri la bocca e prendi aria.
E vita.





Grazie.


 
20 Settembre 2009

ecco perchè i gabbiani mi piacciono cosi tanto

ieri sera si tornava a casa.
si stava in macchina, erano le dieci e mezzo. si tornava perchè non avevamo trovato parcheggio e ci eravamo rifinite nei pressi del teatro romano. Da lì la strada per tornare è una.
La stessa che abbiamo fatto una volta tornando da Santa Eufemia io e te. Ma ancora non ci avevo pensato.
Ero in macchina, seduta accanto alla mia amica guidatrice. Si chiacchierava. Si ascoltava buona musica. Si scherzava con elena, che ora sarà una matricoletta (complimenti ancora!). ero rilassata. Sprofondata sul sedile. Gambe incrociate, la mia solita posizione.
Ad un certo punto ecco il muretto sul lungofiume.
Un muretto bianco. Alto un metro o poco più. Che percorre il fiume per un km abbondante.
E torna una scena alla mente.
Io e te. Quando stavamo insieme. quando stavamo BENE insieme. Quando al ritorno dal teatro capivamo che le cose erano totalmente perfette. che si poteva stare insieme!
Il tuo profumo. ci avviciniamo in macchina al lungofiume e tu che mi dici che quello che vedrò sarà una stupenda sorpresa. E così fu: un km intero di gabbiani. uno attaccato all'altro. Uno dopo l'altro sfilano sotto i miei occhi. Abbasso il finestro (ovviamente con la manovella..!!) e li vedo. Inizio a urlare, cosa che faccio ogni volta che sono felice ed entusiasta, e mi giro verso di te.
Sei bellissimo.
Mi guardi con quegli occhi che ridono. Adoro i tuoi occhi neri.
E mi sorridi.
Mi stringi la mano.
E inizi ad urlare insieme a me. Le nostre voci stridono. Sono fortissime. E' un urlo di felicità, un urlo che ride e che si accartoccia alle pareti del muretto bianco.
E al nostro urlo i gabbiani spiegano le loro ali e volano via. Uno dopo l'altro. Eccone uno. Poi un altro. E un altro ancora.
E noi continuiamo imperterriti. Divertiti da questo gioco e da noi stessi.
Ecco perchè i gabbiani mi piacciono così tanto. Perchè mi ricordano la gioia di quei momenti nostri.
E in qell'urlo al cielo c'è tutto il nostro noi.
E SIAMO noi quell'urlo.
Io e te.
E il tuo profumo lo sento.
E' come se fossi ancora qui.
Invece no. mi accorgo dopo un bel pò d'aver vagato con la mente, come faccio spesso.
Mi ritrovo in una macchina rossa, e al mio fianco c'è Claudia.
Dove sei finito!?




"..leggera leggera si bagna la fiamma, rimane la cera, e non ci sei più."








 
19 Settembre 2009

Hold your head up, movin' on

il titolo di questo post è un pò per ricordare le feste truzze, o meglio pseudo truzze, alle quali ho partecipato. Ahaa! Non fraintendetemi. Non sono affatto una tipa truzza però ad un certo punto è partita la strana tradizione di metter musica truzza alle feste e di ballare come truzzi esperti.
..e a guardarci bene non lo eravamo affatto: chi portava magliette contro il razzismo, o con citazioni colte di Nietzsche o Gandhi, chi aveva le scarpe da tennis slacciate ed inciampava, chi i capelli scompigliatissimi e un bicchiere di plastica pieno di buon vino rosso in mano (io per esempio..), chi restava seduto a guardar la confusione senza capire perchè ci divertivamo in questa simulazione cosmica. E c'era poi Anna.
E qui si capisce il perchè di questo titolo. Anna è sempre stata un pò più "discotecara" delle altre, anche se moooolto alla lontana. Anna ci dava consigli su come ballare quel genere di "musica" anche se in realtà non è che ne capisse molto neppure lei. Ci mettevamo tutte in cerchio, la guardavamo e lei iniziava.
HOLD YOUR HEAD UP, MOVIN' ON BABY!!
ahaha
chissà perchè mi tornano in mente queste cose. Devo essere pazza.

dovrò aggiornar seriamente uno di questi dì. Qui tra crisi, compleanni e feste a sorpresa di cose da dire ce ne sarebbero a bizzeffe.

Bye

stasera festeggiamo la eleeeee!! Infermiera!

 
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